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L'influenza aviaria è una patologia virale altamente contagiosa che colpisce gli uccelli domestici e selvatici, causando un'alta mortalità negli allevamenti e ingenti perdite economiche. La strategia più efficace per proteggere il sito produttivo consiste nell'implementare rigide misure di biosicurezza e mantenere standard tecnici d'eccellenza nelle strutture di stabulazione. Dal 2021 l'Europa affronta una delle maggiori ondate epidemiche della sua storia, causata principalmente dal virus A(H5N1), che in Italia ha interessato numerosi focolai sia nel settore avicolo professionale che nella fauna selvatica.
In questa guida troverai:
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Il virus aviaria è il virus dell'influenza di tipo A e può infettare tutte le specie avicole. Esistono ceppi di virus dell'influenza aviaria a bassa (LPAI) e ad alta patogenicità (HPAI). I loro sottotipi si basano su due proteine, l'emoagglutinina (da H1 a H16) e la neuraminidasi (da N1 a N9). Ad oggi, i virus HPAI altamente patogeni sono spesso varianti H5 o H7.
Il virus HPAI colpisce gli organi interni, con un tasso di mortalità che va dal 90% al 100% dei polli entro 48 ore.
La prevenzione si basa sul controllo rigoroso di:
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I sintomi possono appartenere a due varianti. Le varianti a bassa (LPAI) e ad alta patogenicità (HPAI) presentano infatti segni clinici diversi. I segni riportati di seguito si riferiscono alla variante pericolosa HPAI:
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Avere un buon livello di biosicurezza è la prima e più importante difesa che gli allevatori di pollame hanno per prevenire l'introduzione del virus aviaria nelle loro aziende.
L'implementazione di protocolli e procedure igieniche chiare per i visitatori, per i veicoli, per carichi di mangime e per le merci che entrano nell'allevamento è importante per prevenire i casi di influenza aviaria.
Proteggi i tuoi polli dall'influenza aviaria con questi 4 passi.
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